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Martedì, 06 Dicembre 2022
 
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ASI, Regno e Repubblica: tutto-in-uno nel nuovo Vaccari Magazine

E' uscito in maggio l'ultimo volume (il n.45) del Vaccari Magazine, il semestrale diretto da Paolo Vaccari. Un numero ricco di letteratura e di approfondimenti, di filatelia e storia postale, a ulteriore dimostrazione di come anche argomenti apparentemente limitati dal punto di vista storico, geografico, temporale, abbiano ancora moltissimo da dire. E gli studiosi che firmano il Vaccari Magazine, tra i più illustri, questa volta scrivono di tante cose, di Gronchi Rosa e relazioni postali tra gli Antichi Stati italiani e i paesi esteri, di Democratica e storia postale della Venezia Giulia, di falsi e trucchi in filatelia.

ASI, Regno e Repubblica: tutto-in-uno nel nuovo Vaccari Magazine

E' ormai un appuntamento atteso da tutti i collezionisti di storia postale quello con Vaccari Magazine, il semestrale edito dalla omonima casa di Vignola (Mo) che ha raggiunto il numero 45 (Maggio 2011). Un periodico divenuto esso stesso oggetto di collezione tanto che lo storico (ed esauritissimo) n.1 del maggio 1989, nell'ultima asta Vaccari, ha spuntato il prezzo di ben 40,00€, mentre l'intera collezione comprendente 44 volumi, dal 1989 al 2010, ha trovato acquirente a 860,00€.

Una rivista, quindi, che rappresenta di fatto un punto fisso nel panorama letterario e divulgativo della filatelia italiana.

Con il numero 45 uscito durante l'ultima edizione di Veronafil, Vaccari Magazine inizia il suo 23° anno di vita ed è, come al solito, pieno zeppo di articoli sui temi più diversi della storia postale italiana, dagli Antichi Stati alla Repubblica.

E proprio da quest'ultima inizia Fabio Bonacina con "Il francobollo che... vale un Perù" ovvero vicende (e leggende) del Gronchi Rosa, il francobollo più famoso (anche se non il più raro) della collezione repubblicana, nel 50° anniversario della sua emissione.
Luigi Sirotti rimane a cavallo tra Regno e Repubblica con "Gli anni della Democratica", dal 1° ottobre 1945 al 31 dicembre 1952, uno studio suddiviso in più puntate e che, in questa prima parte, propone una panoramica (con il supporto fondamentale di grafici e mappe) del territorio postale dell'Italia del Nord (in particolare di quella zona dalle complesse vicende, che fu la Venezia Giulia e l'Istria) con approfondimenti bibliografici e fonti legislative e un riepilogo delle tariffe in vigore nel periodo.

Carlo Giovanardi, invece, partendo da un paio di cartoline del periodo 1943-1947 viaggiate nei territori di confine tra Italia e Jugoslavia, svela come alcuni uffici postali fossero regolarmente operativi in quel periodo e che ancora una volta... "la posta certifica la storia"!
Ancora Repubblica con Daniele Cesaretti e la seconda parte del suo articolo dedicato alle "destinazioni estere" delle cartoline postali italiane dal dopoguerra fino agli anni '80.

Si inizia ad andare indietro nel tempo, in piene celebrazioni per il 150° dell'Unità d'Italia, con "Firenze Capitale", un bell'articolo di Emilio Simonazzi sulle questioni organizzative che riguardarono il trasferimento della capitale italiana da Torino a Firenze tra il maggio 1865 e il luglio 1871.
L'ufficio postale inglese di Beyruth, in Libano, fu molto attivo e ampiamente utilizzato anche da altre amministrazioni postali (italiana e francese, per esempio) che vi appoggiavano spesso le loro corrispondenze realizzando, come ricorda Bernardo Longo, alcune interessantissime "miste" dirette in Europa.

Rapidissimo, invece, l'intervento di Adolfo Baffi che toglie un dubbio: la tavola A0 del 15 centesimi litografato del 1863 semplicemente non esiste!

Infine, cuore pulsante del Magazine diretto da Paolo Vaccari (che firma come di consueto l'editoriale, le rubriche relative alle nuove segnalazioni di Falsi e Trucchi e descrive alcune perle della filatelia dell'800 e del '900), ecco la storia postale degli Antichi Stati.

Quinta parte de "I rapporti postali del Regno Lombardo Veneto con lo Stato Pontificio", in cui Lorenzo Carra in particolare spiega, decreti alla mano (e in fotografia), i cambiamenti postali che interessarono le Legazioni pontificie delle Romagne, con l'avvento di nuovi francobolli, il cambio di moneta e le complesse vicende postali tra il 1815 e il 1866. Fabrizio Salami, invece, scrive dei "Rapporti postali tra il Ducato di Modena e la Francia" nel periodo 1818-1855 mentre Thomas Mathà illustra, tramite alcune corrispondenze dell'epoca, le comunicazioni postali di tipo commerciale tra Regno delle Due Sicilie e Stati Uniti d'America nella prima metà dell'800, che si realizzavano tramite i servizi postali di Gran Bretagna o Francia e attraverso l'uso di navi e agenti postali privati (i forwarders). Anche Giovanni Boschetti scrive di relazioni con l'estero, questa volta però tra Lombardo Veneto e Svizzera che prevedevano una tariffa ridotta per gli invii tra paesi vicini al confine.

Nelle sue "Considerazioni storico-postali", invece, Mario Mentaschi esamina diverse corrispondenze affrancate con il raro 50 grana di Napoli, svelando (e spiegando, grazie alla conoscenza dei fatti postali dell'epoca) che in alcuni casi si tratta di fantasiosi falsi per frodare i collezionisti. Anche Massimo Manzoni, a proposito del mezzo bajocco usato frazionato ad 1/4 sui frontespizi del giornale "L'album" tra il 1855 e il 1856: agevolazione tariffaria ad-hoc per quella testata oppure frode postale? Resta il dubbio!

Seconda e ultima parte dello "Studio delle Tariffe Postali tra il Regno di Sardegna e la Francia" di Massimo Moritsch che questa volta, tramite la Convenzione del 23 agosto 1838 tra le Poste sarde e quelle francesi, copre il periodo 1° gennaio 1823 - 31 luglio 1849. Dal giorno dopo entrerà in vigore una nuova Convenzione che abolisce le "distanze interne" e stabilisce nuove tariffe.

Del 15 centesimi del 2° tipo di Lombardo Veneto scrive diffusamente Massimiliano Ferroni (un francobollo con parecchie cose da studiare essendo nato dalla modifica del cliché del 10 centesimi) mentre, ancora Mentaschi, propone una "Tariffa da chiarire", quella cioè riscontrabile su alcune corrispondenze tra Milano e Lione nel periodo 27 aprile - 25 maggio 1859: Mentaschi si chiede (avanzando un'ipotesi) come facessero Austria e Piemonte, allora in guerra, a scambiarsi plichi chiusi diretti in Francia!

Dei significati e delle ragioni di alcune "doppie bollature" rintracciabili su corrispondenze di Toscana dei primissimi dell'800 si interroga Fabrizio Finetti: si tratta della presenza contemporanea e misteriosa dei bolli di "porto pagato" e di "porto dovuto"! Sembra però che ci sia una spiegazione: così facendo "si cercava in riscuotere prima" il dovuto, eliminando "tante piccole linee di credito" tra gli uffici postali e semplificando le procedure!

Vaccari Magazine è in vendita solo per Abbonamento.

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