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Martedì, 06 Dicembre 2022
 
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AICPM: come un'associazione si trasforma in editrice

A guardare l'elenco delle attività svolte e in programma dell'AICPM si capisce bene che l'associazionismo filatelico non è affatto stanco e asfittico. Tutt'altro. I soci aumentano (e di questo va dato merito al presidente Macrelli, che con il doppio incarico di capo della Federazione, fa sempre un formidabile lavoro di promozione) e le pubblicazioni pure. E così oltre al periodico sociale "Posta militare" distribuito in queste settimane con la copertina numero 120, sono numerosi i volumi di letteratura e studio già uscito e programmati per i prossimi mesi. Il prossimo ad uscire sarà al Veronafil, il catalogo di Giuseppe Marchese sulla II Guerra Mondiale.

AICPM: come un'associazione si trasforma in editrice

Ultimo numero (120, maggio 2011), prima delle ferie estive, per Posta militare e Storia Postale  la rivista dell'Associazione Italiana dei Collezionisti di Posta Militare (www.aicpm.net) che è al suo 37° anno di vita e rappresenta sempre più uno splendido esempio di come si possa fare "editoria filatelica" anche all'interno di una associazione ben strutturata.

Tanto che Piero Macrelli, l'attivissimo presidente, parla chiaro nel suo Editoriale: l'AICPM non è soltanto un sodalizio a livello nazionale di collezionisti di storia postale e posta militare ma anche un editore fecondo. Suoi sono, ad esempio, i volumi di Luigi Sirotti, dedicato alla Repubblica Sociale Italiana, e "Il Telegrafo in Italia 1847-1946" di Valter Astolfi che hanno riscontrato un incredibile successo tra i soci, con centinaia di copie distribuite. Un successo che gratifica gli autori e che sprona l'associazione a continuare su questa strada.
A quanto pare, infatti, sono già in programma nuovi volumi (si tratta solo di decidere l'ordine di pubblicazione): il catalogo di Giuseppe Marchese sulla II Guerra Mondiale ("La Posta Militare Italiana 1939-1945") e quello di Cadioli e Cecchi ("La Posta Militare Italiana della Seconda Guerra Mondiale"). Due testi fondamentali (ad oggi quasi praticamente introvabili) per chi studia posta militare.

E proprio di II Guerra Mondiale si può leggere nei tre corposi articoli pubblicati su questo numero della rivista.

Valter Astolfi, da parte sua, continua con la seconda parte de "La posta verso la madrepatria degli italiani a Creta ed in Egeo dopo l'armistizio del 1943", un resoconto puntuale e ricco di documentazione originale degli eventi, sia storici che postali, che riguardarono militari e civili sorpresi dall'armistizio e dal repentino cambio di fronte ovvero con le tragiche conseguenze del passaggio da alleati a nemici dei tedeschi. Questa volta Astolfi approfondisce ciò che accadde nelle isole del Dodecaneso, da Rodi a Lero, da Coo alle altre isole minori, elencando nomi, date, numeri di FeldPost attivi in quelle isole e utilizzati dagli italiani per comunicare con le famiglie.

Seconda parte anche per quel capitolo della Storia Postale d'Italia che va sotto la denominazione di "Regno di Vittorio Emanuele III, Luogotenenza e Regno di Umberto II". Luigi Sirotti narra le vicende postali (tariffe, affrancature, carte valori e oggetti postali) dell'Italia presa in una morsa, tra Tedeschi in lenta ritirata e Alleati in preponderante avanzata. Un periodo piuttosto lungo e complesso, anche dal punto di vista postale, che va dal giugno 1943 allo stesso mese del 1946 con particolare riferimento alle regioni del Sud Italia. Segue una vasta riproduzione di documenti postali del periodo, con un interessante focus sulla funzionalità della posta aerea tra alcune città del meridione, fondamentale per mantenere le relazioni in uno Stato solo formalmente tale, e praticamente amministrato dagli anglo-americani.

Infine, "I prigionieri ed internati italiani in Tibet, 1941-1946", seconda parte dell'ottimo studio di Franco Napoli sulle corrispondenze dei prigionieri italiani in India durante la II Guerra Mondiale. Questa volta vengono dettagliati i servizi e gli oggetti postali impiegati dagli internati (perlopiù supporti ufficiali delle amministrazioni italiana e britannica o moduli forniti dalla Croce Rossa), le tariffe (sembrano chiare quelle dall'India verso l'Italia, più articolate invece le tariffe in vigore nel senso inverso che prevedevano l'uso della posta aerea e quindi di prezzi piuttosto variegati) i sistemi di censura e l'elenco dei campi in territorio indiano nei quali si ha notizia della presenza di italiani militari e civili internati fino alla fine della guerra.

A concludere, come sempre, la rivista dell'AICPM, gli Aggiornamenti del catalogo di Franchigia Militarare Italiana (1912-1946) di Cerruto e Colla.

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