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Martedì, 09 Giugno 2026
 
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Poste (italiane) in gioco secondo Famiglia Cristiana

Il primo numero del nuovo anno del magazine Famiglia Cristiana si apre con un'interessante intervista all'ing. Massimo Sarmi, AD di Poste Italiane. Tecnologia, informatica e tant servizi bancari: ma non è che Poste vuol diventare banca a discapito del più tradizionale recapito della corrispondenza? Le risposte di Sarmi, dei sindacati e dei piccoli comuni...

Poste (italiane) in gioco secondo Famiglia Cristiana
Si apre con un'esclusiva intervista di Giuseppe Altamore all'Amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, il primo numero del 2008 di Famiglia Cristiana.

"La posta in gioco" è il titolo ad effetto dell'articolo pubblicato nelle pagine di Economia del settimanale cattolico diretto da Don Antonio Sciortino per le Edizioni San Paolo.

"Utili che volano. Nuovi servizi. Perfino una carta Sim che serve a fare un mucchio di cose. Massimo Sarmi sbandiera i suoi risultati. Ma che ne sarà del servizio di recapito della corrispondenza?", si chiede Altamore.

E proprio su quest'ultimo spinoso quesito, l'ottimista Sarmi ammette: "C'è stato un accordo firmato da tutti i sindacati con il quale abbiamo rivisto l'organizzazione del recapito sul territorio nazionale, perché abbiamo notato che la distribuzione (il recapito della posta, ndr) era un po' datata. L'accordo è stato firmato a livello nazionale, in qualche caso ci possono essere state delle differenze tra il quadro teorico e le necessità locali", della serie "abbiamo fatto un progetto che va messo a punto. E' un periodo di affinamento sul campo".

In realtà, ed è sempre Altamore a scriverlo,  sindacati e piccoli comuni sono sul piede di guerra contro Poste. I primi minacciano scioperi generali soprattutto per la disastrosa situazione del recapito che, secondo Mario Petitto, segretario generale Slp-Cisl, "a Milano e in Lombardia fa emergere, anche a livello nazionale, il fallimento del programma avviato da Poste Italiane con l'accordo del 15 settembre 2006". I secondi, perchè si vedono ridurre il "prezioso servizio" spingendosi a chiedere, per il tramite di Enrico Borghi, presidente dell'Uncem, l'Unione dei piccoli Comuni Montani, che a questo punto "sarebbe opportuno che lasciassero ai Comuni la libertà di effettuare il servizio postale".

Ma incalzato dal giornalista di Famiglia Cristiana sui "pacchi di corrispondenza che si sono accumulati", l'AD di Poste afferma che non gli "risulta che ci siano situazioni così critiche [...] Non voglio nascondere nulla, ma davvero rimangono limitate aree critiche" promettendo che entro poche settimane "saremo a regime, non c'è dubbio".

E se qualcuno aveva pensato di veder scissi i servizi bancari da quelli postali, Sarmi gela tutti: "sono contrario a questa ipotesi perchè significherebbe davvero sopprimere dei servizi".

Per leggere l'intervista integrale a Massimo Sarmi:
La posta in gioco, di G. Altamore (fonte: Famiglia Cristiana)

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