Non sarà l'attuale governo (ormai dimissionario) ad occuparsi delle circa 600 nomine pubbliche attese nelle prossime settimane, compreso evidentemente il ricambio ai piani alti di Poste Italiane SpA.
A dirlo è il portavoce di Romano Prodi, Silvio Sircana, che sulla questione nomine e per evitare "congetture e scenari", chiarisce: "Vogliamo sia chiaro che il governo non intende né mai ha inteso procedere ad alcuna nomina, tranne le poche di carattere amministrativo che risultassero inderogabili".
"Tali nomine", aggiunge Sircana, "saranno quindi, in qualsiasi modo si risolva la crisi, frutto delle decisioni di un altro governo”.
E tra le nomine che attendono il nuovo governo c'è anche quella ai vertici di Poste Italiane, il cui AD Massimo Sarmi sta per concludere il suo secondo mandato a capo di un consiglio d'amministrazione piuttosto composito in cui siedono personalità di tutti gli schieramenti politici.

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