I piccoli comuni italiani, dalle Alpi ai monti della Sicilia, non ci stanno: i disservizi postali stanno causano gravi disagi sociali per quei milioni di cittadini che vivono nelle piccole comunità italiane e chiedono, pertanto, le "immediate dimissioni dell'intero vertice di Poste Italiane".
A prendere la drastica decisione è stato il Coordinamento nazionale dei Piccoli Comuni riunito in "web conference" dopo che migliaia di proteste sono giunte da ogni parte della penisola, soprattutto dai centri montani, in merito alla qualità dei servizi postali.
"In molte aree del Paese", si legge in una nota del Coordinamento che ha sede a Rocchetta Sant'Antonio nel foggiano, "il recapito postale non è adeguatamente, e nei tempi dovuti, garantito e per molti piccoli Comuni il servizio a giorni alterni è ormai prassi consolidata".
E la situazione potrebbe peggiorare con l'ormai imminente approvazione (il 30 gennaio prossimo) in Consiglio Europeo della nuova Direttiva comunitaria che completa l'apertura dei mercati postali: "Per le nostre piccole comunità", scrive nella nota Virgilio Caivano, portavoce del Coordinamento, "c'è il rischio concreto di tornare alle diligenze di americana memoria".

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