Poste Italiane, con un bollettino diffuso qualche minuto fa, ha comunicato ufficialmente che l'emissione del francobollo dedicato alla città di Fiume prevista per oggi, "è stata differita ad altra data".
Tale decisione, si legge nel comunicato, "è stata assunta da Poste Italiane, su richiesta del Ministro delle Comunicazioni, dopo la segnalazione del Ministero degli Affari Esteri per una valutazione ulteriore circa il momento più opportuno per dare corso all'emissione filatelica".
Un linguaggio piuttosto criptico, come si può notare, che lascia ampi spazi all'interpretazione. A cominciare da quella secondo cui l'emissione è solo rimandata a tempi migliori.
Non si conosce ancora la motivazione ufficiale della protesta avviata dalla Croazia presso il nostro Ministero degli Esteri, e da qui al Ministero delle Comunicazioni, ma sembrerebbe essere la didascalia "Terra orientale già italiana" il centro del problema. Se così fosse, non si capisce, come ci si potrebbe ancora aspettare l'emissione di tale francobollo, in futuro.
A questo punto, però, la questione è un'altra: Poste Italiane dopo lo stop ricevuto dal Ministero delle Comunicazioni, è riuscita a "fermare" per tempo la vendita del francobollo in tutta Italia? Fino ad ora non ci giungono notizie in senso contrario, ma non è da escludersi che in qualche città tale vendita sia "regolarmente" avvenuta.
Tale decisione, si legge nel comunicato, "è stata assunta da Poste Italiane, su richiesta del Ministro delle Comunicazioni, dopo la segnalazione del Ministero degli Affari Esteri per una valutazione ulteriore circa il momento più opportuno per dare corso all'emissione filatelica".
Un linguaggio piuttosto criptico, come si può notare, che lascia ampi spazi all'interpretazione. A cominciare da quella secondo cui l'emissione è solo rimandata a tempi migliori.
Non si conosce ancora la motivazione ufficiale della protesta avviata dalla Croazia presso il nostro Ministero degli Esteri, e da qui al Ministero delle Comunicazioni, ma sembrerebbe essere la didascalia "Terra orientale già italiana" il centro del problema. Se così fosse, non si capisce, come ci si potrebbe ancora aspettare l'emissione di tale francobollo, in futuro.
A questo punto, però, la questione è un'altra: Poste Italiane dopo lo stop ricevuto dal Ministero delle Comunicazioni, è riuscita a "fermare" per tempo la vendita del francobollo in tutta Italia? Fino ad ora non ci giungono notizie in senso contrario, ma non è da escludersi che in qualche città tale vendita sia "regolarmente" avvenuta.


I vostri commenti
Mi viene in mente un dubbio (visto che ignoro i procedimenti di poste italiane). Ma i francobolli di Fiume saranno lasciati agli uffici postali fino al 10 dicembre ? Ma verranno contati ? Sono già stati contati alla consegna? Sono già stati contati quando c'è stato il blocco? Non vorrei fare il solito italiano (qualcuno diceva che a pensare male si fa peccato ma di solito si ha ragione) ma se le buste primo giorno sono già state fatte in numero tot. (vengono contate prima dell'uscita del francobollo?) non è che l'addetto allo sportello filatelico potrebbe fare sfilare qualche buste per il povero vecchietto che da 40 anni va allo sportello a prendere i francobolli oppure molto più realisticamente per il figlio collezionista??? Non sono domande cattive ma solo in cerca di un approfondimento per sapere come si lavora nel dietro le quinte per l'emissione di ogni francobollo. saluti
Sembrano esserci state emissioni a Roma,Milano,Pescara,Marsala. E cio' si evince dalla località dei vari inserzionisti on line, subito pronti... Ma come è possibile? Se questo,da un canto, rende "frizzante" il campo della filatelia, dall'altro toglie un certo interesse per il gusto a collezionare francobolli il cui fine è divulgare cultura, informazioni e storia e non certo alimentare il mercato della speculazione.
secondo me dovrebbe intervenire la guardia di finanza per bloccare la solita speculazione
Mi è già stato offerto da un venditore del noto sito di aste per la modica cifra di 300 euro. Tralascio ogni giudizio su Poste Italiane
Da fonti attendibili della Filiale di Torino di Poste italiane sono venuto a conoscenza di una vendita (anticipata) effettuata ieri ad un tabaccaio. Questo episodio comunque non rientra nelle responsabilità della filiale di Torino, in altre parole il "fattaccio" è avvenuto in altra filiale, senza ovviamente specificare....
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