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Club della Filatelia d'Oro: troppa differenza tra prezzi reali e di catalogo

Il Club della Filatelia d’Oro Italiana, attraverso il suo 4° Parere-Invito, auspica che gli editori adeguino la loro azione, già a partire dalle prossime edizioni dei loro cataloghi, per rispondere ad un’esigenza di chiarezza a lungo richiesta e molto sentita dai collezionisti, a tutto vantaggio del mondo filatelico italiano.

Fig. 1

Secondo una prassi consolidata (e ben codificata nello statuto) il Club della Filatelia d'Oro ha emesso il suo 4° Parere con relativo Invito destinati ad affrontare un tema di grande attualità nell’ambiente filatelico, ovvero i prezzi di mercato dei francobolli italiani e la loro valutazione nei cataloghi.

"E’ evidente", fanno sapere dal CFO, "che la maggior parte dei filatelisti si muove con grande difficoltà e con senso di confusione tra le valutazioni riportate nei cataloghi che, a fronte di una realtà di mercato per pezzi di qualità media pari al massimo al 30% della valutazione riportata nei cataloghi, sono nei fatti ben distanti dal mondo filatelico reale".

Pertanto, attraverso una accurata rilevazione obiettiva dei prezzi di vendita, sia nelle aste che nelle vendite a prezzi netti, di cinque voci scelte a campione per il Regno e di altrettante per la Repubblica, confrontati con quelli riportati nei tre principali cataloghi italiani, i soci del Club hanno rilevato una inequivocabile differenza tra i prezzi reali e quelli di catalogo e tra gli stessi cataloghi.

"Si è riscontrata un’ampia ed ingiustificata forbice di valutazione fra i tre cataloghi esaminati, Bolaffi, Unificato e Sassone che inevitabilmente confonde il collezionista", fanno sapere dal Club, il quale "ritiene auspicabile che si raggiunga una maggiore omogeneità sia nella valutazione economica, sia nella definizione dei criteri di qualità, il tutto ad esclusivo vantaggio della filatelia italiana e a tutela dei collezionisti".

Ed allora è partito l'invito agli editori di cataloghi a voler "precisare, semplificare e rendere omogenei i criteri qualitativi, a prendere sempre come riferimento la qualità media del francobollo evitando eccessi di perfezionismo, a ridurre l’intervallo di valutazione tra quotazione di catalogo e prezzo reale di mercato e tra francobollo con gomma integra e il corrispondente linguellato".

Il Club, si legge in una nota diffusa ieri dal portavoce Luca Lavagnino, "si augura che, nell'interesse generale della filatelia e la tutela del collezionismo, questo lavoro possa costituire elemento oggettivo di serena riflessione per gli Editori, i Commercianti e per tutti gli operatori del settore, nonché rappresentare un ulteriore fattore conoscitivo e di giudizio per i collezionisti" confidando altresì "nella sensibilità di tutte le componenti istituzionali del mondo filatelico, affinché nell’interesse generale e con l’obiettivo comune di proiettare la filatelia in un futuro di espansione e crescita, si possa procedere alla razionalizzazione e semplificazione dei criteri di valutazione di un francobollo: il Club ritiene che una catalogazione concepita con i criteri proposti possa favorire l’attività collezionistica e di conseguenza anche il mercato filatelico".

I testi originali si possono leggere ai link qui sotto:

I vostri commenti

13/03/2012 (h: 17:20:35)
prezzo vero e di catalogo
massimo scrive:

Giusto il Parere del Club della Filatelia d'oro. I prezzi veri sono quelli che fa il mercato: basta andare su Internet e vedere le vetrine dei commercianti filatelici con il costo effettivo dei francobolli.

07/03/2012 (h: 10:39:56)
sono d'accordo
giorgio scrive:

Sono d'accordo: i cataloghi come sono costruiti attualmente non servono a determinare il valre di un pezzo servono solo quando si compra ma quando si vende sono guai. Molto bene il vostro intervento. Grazie. Giorgio Basili

13/12/2011 (h: 14:27:49)
Prezzo del catalogo = Valutazione
Carlo Cervini scrive:

Se non si considera che il prezzo di catalogo è una "valutazione" che comprende la storia di ogni singola emissione, la tiratura ufficiale, il venduto effettivo, la qualità, la disponibilità ecc..............e non un prezzo di mercato anche on-line o d'asta dettato da mille altri motivi, non ultimo quello del tutto venduto a qualsiasi prezzo; allora è meglio parlare del sesso degli Angeli. Oggi il CFO ha scoperto l'acqua calda, sono decenni che pochi collezionisti si battono per ristabilire un pò di serietà nelle quotazioni o valutazioni di base in filatelia, ma poi si vedono i nuovi cataloghi correre dietro le "mode", dai codici a barre alle porcherie che vengono emesse a getto continuo dagli Stati emittenti al solo fine di fare cassa sulle spalle dei collezionisti sprovveduti; e allora ci si rende conto che è come combattere contro i mulini a vento. Cervohold


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