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	<title>Philweb Blog</title>
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	<description>Philweb: il sito di filatelia, poste e comunicazioni</description>
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		<title>Varietà vere e varietà false. Cerchiamo di capirne di più!</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 17:09:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco De Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[La caccia alle varietà può essere considerata un vero e proprio hobby nell&#8217;hobby: sono molti i collezionisti che anziché star dietro alle svariate decine di emissioni annuali del proprio paese, trovano più stimolante (forse proprio in contrapposizione al semplice acquisto &#8230; <a href="http://www.philweb.it/blog/varieta-vere-e-varieta-false-cerchiamo-di-capirne-di-piu.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.philweb.it/channews/uploads/blog/2008-varieta-olimpiadi.jpg" target="_blank"><img src="http://www.philweb.it/channews/uploads/blog/2008-varieta-olimpiadi.jpg" alt="Varietà francobollo Olimpiadi Pechino 2008" align="left" height="191" hspace="3" vspace="3" width="150" /></a>La <strong>caccia alle varietà</strong> può essere considerata un vero e proprio <strong>hobby nell&#8217;hobby</strong>: sono molti i collezionisti che anziché star dietro alle svariate decine di emissioni annuali del proprio paese, trovano più stimolante (forse proprio in contrapposizione al semplice acquisto di novità allo sportello filatelico da inserire poi in album spesso già prestampati) stanare tutti quei piccoli e grandi errori (di stampa, dentellatura, fustellatura, ecc.) che ancora si <em>accaniscono </em>contro i nostri francobolli.</p>
<p>Ovviamente non è questo né il tempo né il luogo per tracciare il profilo psicologico del <em>collezionista di varietà</em>, né tanto meno è il caso di fare disquisizioni di tipo sociologico su tale particolare tipo di collezionismo.</p>
<p>Proverò, invece, a dare risposta ad alcuni quesiti che nel corso degli anni mi sono stati rivolti da più parti, a cominciare dal più complesso di tutti:<span id="more-16"></span></p>
<h2>Cosa può definirsi varietà?</h2>
<p>Rispondere a questa domanda non è per niente facile, anche perché ognuno tende ad attribuire un significato tutto personale al termine &#8220;<em>varietà</em>&#8220;, propensione tipica di chi vuol avere (giustamente) l&#8217;ambizione di essere l&#8217;unico detentore di un certo &#8220;<em>sgorbio filatelico</em>&#8220;!</p>
<p>Capita troppo spesso, difatti, che agli occhi dei profani un puntino o uno sbuffo di colore, un leggero fuori-registro di appena un millimetro, una dentellatura spostata di pochissimo, vengano automaticamente eletti a prestigiose varietà, rare se non addirittura uniche, e dunque dal prezzo elevatissimo (che poi è il succo di tutta la questione).</p>
<p>Proviamo, invece, a spiegare con calma e tranquillità cosa possa definirsi varietà e cosa invece una semplice e banale <em>curiosità filatelica</em>.</p>
<p>Lo faccio con le parole di <strong>Giovanni Riggi di Numana</strong> &#8211; che condivido pienamente &#8211; riprese dal suo ottimo <em>Lessico Filatelico e Storico Postale</em>: sono varietà quei francobolli &#8220;<em>diversi dall&#8217;originale per qualche variante chiara ed indiscutibile, attualmente anche molto evidente, di una qualsiasi delle sue caratteristiche fisiche originarie</em>&#8220;, ovvero &#8220;<em>francobolli che presentano almeno una diversità importante e ben visibile dal francobollo tipo corrispondente e che per questo motivo vengono evidenziati dalla filatelia nei cataloghi e nelle collezioni specializzate</em>&#8220;.</p>
<h2>Il gioiello di famiglia</h2>
<p>Ripeto, ognuno è libero di attribuire un grado di rarità al proprio francobollo <em>strano</em>, basandosi su una scala di valori personalizzata. Un po’ come il mitico &#8220;gioiello di famiglia&#8221;: l&#8217;anellone dorato, con una pietra da mezzo chilo, appartenuta alla bisnonna della nonna di vostro padre, un pezzo da museo casalingo ma dal valore commerciale modesto.</p>
<p>Ecco perché per attribuire un valore quanto più oggettivo possibile ad una varietà è necessario lasciarsi alle spalle le proprie sensazioni personali. E per poterlo fare prendo ancora spunto dalle parole di Riggi di Numana: tanto più evidente è l&#8217;errore contenuto nel francobollo tanto più esso può considerarsi varietà. L&#8217;entità dell&#8217;errore unitamente alla quantità di esemplari errati esistenti sul mercato e alla richiesta da parte dei collezionisti fornisce, con buona approssimazione, il valore commerciale del pezzo. A livello teorico, naturalmente!</p>
<p>Un&#8217;altro mito da sfatare è la cosiddetta &#8220;<strong>varietà di riporto</strong>&#8221; che, sempre per quella voglia di rendere rare le cose che ci appartengono, viene immediatamente elevata al rango di varietà. Innanzitutto chiarisco che sono varietà di riporto quei famosi puntini e sbuffetti di colore, piccolissime falle nella stampa, millimetrici spostamenti di dentellature e vignette che affliggono decine o centinaia di fogli. Roba da poco se si tiene conto che macchine e processi di stampa attuali prevedono ormai una tolleranza piuttosto alta nella qualità di produzione. Il che, tradotto in dobloni, vuol dire: <strong>puntini e spostamenti di pochi millimetri rientrano nella normalità e non sono varietà!</strong></p>
<h2>E allora passiamo alle varietà&#8230; vere</h2>
<p><a href="http://www.philweb.it/channews/uploads/blog/2008-varieta-olimpiadi2.jpg"><img src="http://www.philweb.it/channews/uploads/blog/2008-varieta-olimpiadi2.jpg" alt="Dettaglio del foglio Olimpiadi con la varietà: dentellatura spostata in senso orizzontale" align="left" height="201" hspace="3" vspace="3" width="150" /></a>Cosa ben diversa sono gli errori più vistosi: una dentellatura talmente spostata da tagliare a metà un francobollo, uno o più colori decisamente fuori-registro (minimo 3-4 mm), sostanziose infiltrazioni di colore, falle di stampa o fenomeni ancor più rari &#8211; e di conseguenza prestigiosi &#8211; come &#8220;tagli di rasoio&#8221;, &#8220;carte ricongiunte&#8221;, presenza di fluorescenza dove non avrebbe dovuto esserci (e viceversa), costituiscono tutti tipici segnali da tenere in debita considerazione per poter parlare senza remore di varietà.</p>
<p>Chiarito quindi quali e cosa sono le varietà “vere&#8221; (tutto il resto rientra nel semplice insieme delle cosiddette curiosità, dallo scarso interesse filatelico e commerciale, ma che tutti hanno il diritto di collezionare e vendere/acquistare), resta da capire quanto e come valutarle.<br />
<br clear="all" /></p>
<h2>Ho una varietà: sono ricco?</h2>
<p>È difficile rispondere alla prima domanda. Per la seconda, invece, ho già detto che avere tra le mani una varietà <strong>non vuol dire necessariamente essere ricchi</strong>. Tutto dipende dal concetto di rarità e dalla più antica (si fa per dire) <em>legge della domanda e dell&#8217;offerta</em>.</p>
<p>In pratica, si può essere i felici possessori dell&#8217;unico foglio non dentellato del <em>francobollo x</em> o dell&#8217;unico blocco di 12 esemplari privi di un colore di stampa del <em>francobollo y</em>, ma se il mercato (cioè i collezionisti) non sono interessati a quell&#8217;articolo, la felicità di avere un pezzo unico si può ben presto trasformare nell&#8217;insoddisfazione di non riuscire a vendere quel pezzo al prezzo che ci si era prefissati (o meglio… immaginati).</p>
<p>Non voglio naturalmente entrare nella discussione su come si formi il prezzo di una varietà (sarei certamente felice di sentire anche il vostro parere). Mi basta in questa sede aver avuto la possibilità di dire la mia su un fenomeno che ha un buon seguito nel mondo collezionistico. Anche se, va detto, è un fenomeno inquinato da <em>varietà virtuali</em>: francobolli cioè che non provengono dal normale circuito di approvvigionamento (uffici postali) ma dalle sempre ben provvide <em>uscite secondarie </em>del Poligrafico che le rendono non solo prive di reale interesse collezionistico ma che ne mettono anche il discussione il possesso stesso.</p>
<p>Ma anche questo è un’altra storia, che non è il caso di approfondire in questa sede.</p>
<h2>Le varietà dell&#8217;estate 2008</h2>
<p>In realtà, ho voluto fare questo lungo prologo solo per introdurre alcune fresche varietà che mi sono appena state segnalate. Si tratta di francobolli dal sapore &#8220;vero&#8221; (proprio come quello del famoso <em>Amaro</em>), targati 2008, ritrovati in modo fortunoso in giro per l&#8217;Italia.</p>
<p><img src="http://www.philweb.it/channews/uploads/blog/2008-varieta-sulmona.jpg" alt="Il francobollo dedicato a Sulmona" align="right" height="250" hspace="3" vspace="3" width="168" />A cominciare da un magnifico <strong>spostamento orizzontale della dentellatura</strong> nel recente <a href="http://www.philweb.it/motivi_classici_greci_ed_orientali_per_i_francobolli_olimpici_italiani-st1331.html">francobollo italiano dedicato alle Olimpiadi di Pechino</a>: la perforazione è spostata di un paio di centimetri tanto da ricadere all&#8217;interno del francobollo, in coincidenza dell&#8217;asse mediano del disegno circolare del francobollo stesso. Qui, come si può vedere nell&#8217;immagine [1], la varietà c&#8217;è tutta. Provate a separare mentalmente uno di questi francobolli: noterete senza dubbio che il francobollo apparirà completamente diverso da quanto previsto nel decreto d&#8217;emissione a cominciare dall&#8217;inversione della parola Italia e del valore nominale.</p>
<p>E adesso provate ad immaginare cosa accade ai francobolli della prima fila verticale a sinistra: la metà sinistra di questi esemplari è del tutto bianca lasciando fuori anche la parola Italia, uno degli elementi fondamentali per poter parlare di francobollo (v. immagine [2]). Queste caratteristiche rendono il francobollo in oggetto una bellissima varietà, oltre che genuina in quanto ritrovata in un ufficio postale siciliano nei giorni scorsi.</p>
<p>Vorrei segnalare, infine, un&#8217;altra varietà 2008: si tratta del francobollo dedicato alla <a href="http://www.philweb.it/la_madonna_che_scappa_in_piazza_torna_il_folclore_nei_francobolli-st1153.html">Madonna che scappa in Piazza di Sulmona</a>. Anche qui il problema è la dentellatura, questa volta <strong>fortemente spostata in senso verticale</strong>, che rende il francobollo ben differente dall&#8217;originale.</p>
<h2>Varietà: un concetto in evoluzione</h2>
<p>La storia del collezionismo di varietà è naturalmente ben più lunga di queste mie poche battute. Mi piace soltanto sottolineare come il concetto di varietà (e del suo valore commerciale) si sia lentamente ma costantemente modificato nel corso del tempo.</p>
<p>Se consideriamo, infatti, i <strong>metodi di stampa</strong> dei primi francobolli (seconda metà dell&#8217;800) e poi proseguiamo mentalmente con quelli dei primi del &#8217;900 e fino ai giorni nostri, ci rendiamo conto di come essi siano in realtà il frutto di sempre nuovi e innovativi metodi e strumenti per la stampa. Tanto per fare un esempio, la <em>calcografia </em>dei primi francobolli italiani (eseguita manualmente con grandi torchi a mano su fogli singoli) insieme alla grande attenzione per la qualità del prodotto da parte delle maestranze (dovuta alla rigorosa riverenza per oggetti nei quali era raffigurata l&#8217;immagine sovrana), rendevano ben diversi gli errori di stampa da quelli prodotti con le modernissime Goebel dell&#8217;IPZS, totalmente gestite dal computer.</p>
<p>Un solo valido esempio, quindi, che mi aiuta a spiegare come le varietà antiche e quelle moderne abbiano indici di rarità e di valore commerciale differenti (in più o in meno): tutto dipende dai fattori che ho elencato sopra ma anche dall&#8217;ambiente e dai tempi in cui esse si sono prodotte.</p>
<p>E allora&#8230; tutti a caccia di varietà! Ma occhio: l&#8217;affare è sempre possibile proprio come la fregatura!</p>
<p><strong>Buone vacanze</strong></p>
<p><em>Francesco De Carlo </em></p>
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		<title>Il francobollo per la Lamborghini nel blog delle poste olandesi</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Feb 2008 19:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco De Carlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che piacere scoprire piccoli pezzi d&#8217;Italia (filatelica, naturalmente) in giro per il pianeta. Tanto più che la possibilità di scorazzare da una parte all&#8217;altra del globo è facilitata da uno strumento, potente come il teletrasporto di startrek-iana memoria, che è &#8230; <a href="http://www.philweb.it/blog/il-francobollo-per-la-lamborghini-nel-blog-delle-poste-olandesi.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che piacere scoprire piccoli pezzi d&#8217;Italia (filatelica, naturalmente) in giro per il pianeta. Tanto più che la possibilità di scorazzare da una parte all&#8217;altra del globo è facilitata da uno strumento, potente come il teletrasporto di <em>startrek-iana</em> memoria, che è <em>Internet</em>. Al contrario, è un peccato scoprire che all&#8217;estero le &#8220;cose&#8221; le fanno un pò meglio che da noi. Una condizione di &#8220;<em>inferiorità</em>&#8221; alla quale tuttavia non possiamo pensare di assefuarci, anche perchè non ci mancano le capacità e le persone.</p>
<p><a href="http://www.postzegelblog.nl/" target="_blank"><img src="http://www.philweb.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/postzegelblog-logo.jpg" border="0" alt="postzegelblog-logo.jpg" hspace="5" vspace="5" align="left" /></a>Una necessaria premessa per riferirvi di un sito olandese e di un francobollo italiano.</p>
<p>Il sito, che avevo già adocchiato tempo fa, si chiama <strong>Postzegelblog.nl </strong>e il francobollo in oggetto è <a href="http://www.philweb.it/lamborghini_miura_a_85c_fate_un_salto_alla_posta-st768.html">quello tricolore da 0,85€ dedicato alla <strong>Lamborghini Miura</strong></a> per la tematica &#8220;<em>Made in Italy</em>&#8220;.<span id="more-14"></span></p>
<p>Qualche giorno fa, infatti, il 20 febbraio, il blog curato dalle poste olandesi <strong>TNT Post</strong> (badate bene: gestito direttamente dalle poste &#8220;arancioni&#8221;) ha dedicato un post (per chi non fosse avvezzo alla terminologia dei blog, si tratta semplicemente di un&#8230; <em>messaggio</em>) al francobollo nostrano, dal titolo &#8220;<a href="http://www.postzegelblog.nl/2008/02/20/grazie-ferruccio/" target="_blank"><strong>Grazie Ferruccio</strong></a>&#8220;, con una bella gigantografia del dentello ed una succinta (ma, ritengo, completa) cronistoria filatelica del marchio Lamborghini.</p>
<p>Ovviamente poichè la mia conoscenza dell&#8217;olandese si ferma alla parola &#8220;<em>nederland</em>&#8221; (da cui la sigla &#8220;NL&#8221; sulle macchine) ho cercato (sperato, più che altro!) di ottenere una valida traduzione utilizzando i numerosi traduttori disponibili online. Macchè! Le traduzioni erano più sgrammaticate e illeggibili dell&#8217;originale. E allora sono andato &#8220;a naso&#8221;.<a href="http://www.philweb.it/lamborghini_miura_a_85c_fate_un_salto_alla_posta-st768.html"><img src="http://www.philweb.it/channews/uploads/2007_lamborghini_miura.jpg" border="1" alt="" hspace="5" vspace="5" width="143" height="190" align="right" /></a></p>
<p>Grosso modo, del marchio con il toro rampante, si parla molto bene &#8211; conosciuto in tutto il mondo e quindi apprezzatissimo anche in Olanda &#8211; come pure di <strong>Ferruccio Lamborghini</strong>, patron della casa automobilistica fondata nel 1948 a Cento (nel ferrarese).</p>
<p>E&#8217; certo un peccato constatare come anche gli olandesi si siano accorti che il francobollo del 2007 che vuole celebrare (come recita la didascalia) la Lamborghini Miura, in realtà proponga, all&#8217;utilizzatore del dentello, soltanto il marchio della casa automobilistica.</p>
<p>Dopodichè <strong>Postzegelblog</strong> (letteralmente Blog sui Francobolli) fa un salto spazio-temporale ed elenca gli altri ricordi dentellati che ha avuto la Lamborghini. A cominciare con quello, ancora italiano, da 450 lire del 1985 (<em>Countach LP500</em>), proseguendo con l&#8217;esemplare di <strong>Monaco </strong>del 2000 (sempre una Countach), quello doppio di <strong>Nanumaga-Tuvalu </strong>in cui figura la <em>P400 Miura Coupè</em> del 1966 e, infine, quello della <strong>Repubblica del Congo</strong> dedicato alla <em>Conceptcar S1</em>. Quest&#8217;ultimo conduce ad una sarcastica conclusione del post, una frase che suona all&#8217;incirca: &#8220;<em>Congo e Lamborghini: due mondi agli estremi</em>&#8220;. Vagli a dare torto!!!</p>
<p>Complimenti, quindi, al nostro francobollo che ha fatto parlare di se (e bene) all&#8217;estero. E bravissima<strong> TNT Post</strong> per avere avuto l&#8217;ottima idea di sviluppare il suo settore filatelico sfruttando al massimo le nuove tecnologie e i nuovi paradigmi di comunicazione messi a disposizione da Internet, attraverso la creazione e la gestione di un blog!</p>
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		<title>Prioritario del 2000: misure diverse per i cerchi interferenziali!</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 17:19:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco De Carlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche settimana fa un amico collezionista, grande appassionato di varietà e quindi con l&#8217;occhio ben allenato e sempre attento ad ogni minimo particolare fuori dalla norma, mi informa che secondo notizie da lui raccolte, il cerchio interferenziale presente sui francobolli &#8230; <a href="http://www.philweb.it/blog/francobollo-prioritario-del-2000-misure-diverse-per-i-cerchi-interferenziali.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche settimana fa un amico collezionista, grande appassionato di varietà e quindi con l&#8217;occhio ben allenato e sempre attento ad ogni minimo particolare fuori dalla norma, mi informa che secondo notizie da lui raccolte, il cerchio interferenziale presente sui francobolli prioritari da 1200 lire/0,62€ emessi il 10 gennaio 2000 potrebbe esistere con due differenti diametri.</p>
<p><a href="http://www.philweb.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/confronto_big.jpg" title="I due tipi di cerchi a confronto"><img src="http://www.philweb.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/confronto_big-150x150.jpg" alt="I due tipi di cerchi a confronto" align="left" border="1" hspace="5" vspace="5" /></a>Non disponendo di un numero sufficiente di esemplari per poter effettuare una ricerca con relativi confronti tra quelle che erano, solo ipoteticamente, dimensioni diverse dei cerchi, mi sono ricordato di avere a disposizione un discreto numero di buste e frammenti affrancati con questo valore del 2000 e mi sono messo a disposizione per effettuare una piccola ricerca sui miei esemplari.</p>
<p>Con mia grande soddisfazione, già dopo una prima rapida osservazione &#8220;ad occhio nudo&#8221;, la differenza è risultata ben evidente. Esistono effettivamente cerchi di diametro diverso.<span id="more-9"></span></p>
<p>Ho effettuato, pertanto, alcune semplicissime “analisi” con gli strumenti a mia disposizione: uno scanner, una macchina fotografica ed una contafili.</p>
<p>Grazie alla scansione ad altissima risoluzione sono stato in grado di rilevare tale differenza, riportata in Fig. 1: il cerchio “piccolo” ha un diametro di circa 9,5 mm, e quello “grande” di circa 10,5 mm. Un solo millimetro potrebbe sembrare poco, ma osservando la grafica colorata che ho sovrapposto ai due esemplari, si può notare come i due cerchi abbiano misure realmente diverse.</p>
<p>Durante l’osservazione “ad occhio” dei vari esemplari su busta, ho anche potuto osservare che negli esemplari con cerchio piccolo, il riquadro dorato  intorno al logo centrale ha una maggiore risposta alla luce, nel senso che la doratura risalta mettendo il francobollo verso la luce, cosa che non accade negli esemplari con cerchio grande, nei quali la doratura sembra decisamente più opaca. Per documentare questa caratteristica ho usato una macchina fotografica, come in Figg. 2 (esemplari con cerchio piccolo) e 3 (esemplari con cerchio grande).</p>
<p>Si tratta, quindi, di due ben precise caratteristiche tecniche facilmente osservabili senza particolari<a href="http://www.philweb.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/piccolo2.jpg" title="Esemplari con cerchio piccolo"><img src="http://www.philweb.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/piccolo2-150x150.jpg" alt="Esemplari con cerchio piccolo" align="right" border="1" hspace="5" vspace="5" /></a> attrezzature. E d’altronde non sono stato in grado di rilevare altre differenze sostanziali (forse un occhio allenato, potrebbe rilevare differenti colori sia sulle didascalie che corrono lungo il riquadro dorato – il valore nominale e Poste Italiane, per intenderci – e sulle etichette blu “Posta Prioritaria”).</p>
<p>Un dato che, insieme all’osservazione diretta, potrebbe risultare utile è la data di utilizzo. Dagli esemplari su busta che ho esaminato posso ritenere che il cerchio piccolo è presente sui francobolli appartenenti alle primissime produzioni: su 13 valori, 12 sono stati utilizzati da febbraio sino a giugno 2000. Solo un esemplare, usato a Roma nel novembre 2000, è risultato avere il cerchio piccolo (probabilmente un francobollo acquistato molti mesi prima dell’uso).</p>
<p><a href="http://www.philweb.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/grande2.jpg" title="Esemplari con cerchio grande"><img src="http://www.philweb.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/grande2-150x150.jpg" alt="Esemplari con cerchio grande" align="left" border="1" hspace="5" vspace="5" /></a>Gli altri 9 esemplari su busta recano, invece, il cerchio grande. La data d’uso più remota è ottobre del 2000, mentre per la maggior parte questi francobolli sono stati impiegati nei primi mesi del 2001.</p>
<p>Purtroppo non dispongo di una sufficiente varietà “geografica” che mi consenta anche di limitare ad alcune zone d’Italia l’uso dell’una o dell’altra variante di cerchio interferenziale. Ritengo, tuttavia, che dato l’altissimo utilizzo di questo francobollo, non vi sia alcuna delimitazione territoriale significativa da evidenziare.</p>
<p>Se avete altre osservazione da portare a completamento delle mie… scrivetemi pure. Oppure <a href="http://www.forumfrancobolli.it/viewtopic.php?f=2&amp;t=2107">intervenite nel Forum Francobolli dove ho aperto un topic apposito</a>.</p>
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		<title>Europa: percezione della qualità dei servizi? Italiani penultimi!</title>
		<link>http://www.philweb.it/blog/corsera-i-consumatori-italiani-bocciano-elettricita-telefoni-e-poste.html</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 10:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco De Carlo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche nei servizi postali! A scriverlo è un interessante articolo di Luigi Offed pubblicato stamane sul Corriere.it dal titolo: &#8220;Elettricità, poste e telefoni. Italia bocciata dai consumatori. I più delusi d&#8217;Europa. La luce costa il doppio che in Finlandia&#8220;. Vengono &#8230; <a href="http://www.philweb.it/blog/corsera-i-consumatori-italiani-bocciano-elettricita-telefoni-e-poste.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche nei servizi postali!</p>
<p>A scriverlo è un interessante articolo di Luigi Offed pubblicato stamane sul Corriere.it dal titolo: &#8220;<a href="http://www.corriere.it/cronache/08_febbraio_01/offeddu_consumatori_4c17eb88-d092-11dc-828e-0003ba99c667.shtml">Elettricità, poste e telefoni. Italia bocciata dai consumatori. I più delusi d&#8217;Europa. La luce costa il doppio che in Finlandia</a>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.philweb.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/meglena_kuneva.jpg" title="La commissaria europea Meglena Kuneva"><img src="http://www.philweb.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/meglena_kuneva.jpg" alt="La commissaria europea Meglena Kuneva" align="left" border="0" /></a>Vengono pubblicati, in maniera sintetica &#8211; quasi delle &#8220;pagelle&#8221; per ciascun servizio offerto ai cittadini &#8211; i risultati di un&#8217;indagine &#8220;a vasto raggio sul mercato comunitario esplorato dal punto di vista dei cittadini, nei loro consumi più comuni&#8221; realizzata da Meglena Kuneva, Commissaria europea per la tutela dei consumatori.</p>
<p>Gli italiani sono tra i primi&#8230; ma dal punto di vista delle proteste. Mugugnano, infatti, per le inefficienze dei telefoni fissi e mobili, per le forniture di gas e i malfunzionamenti della rete elettrica e naturalmente&#8230; per i disservizi postali.<span id="more-7"></span></p>
<p>Alla precisa domanda &#8220;come pensi che siano protetti i diritti dei consumatori nei servizi postali?&#8221;, l&#8217;articolo fa ben sperare: &#8220;la media degli europei risponde «bene» nel 70% dei casi, e «male » nel 18%&#8221;. Ma qualche parola più in la ed ecco che gli italiani&#8230; sono i penultimi in classifica (facciamo meglio solo degli spagnoli): circa il 32% degli intervistati italiani risponde che i propri diritti postali siano gestiti «male», e solo un 55% risponde «bene».</p>
<p>Dati confermati (seppur rappresentativi di un campione ridottissimo) dal <a href="http://www.philweb.it/polls.php?action=results&amp;poll_ident=7">nostro sondaggio</a> aperto tuttora su Philweb.</p>
<p>Tuttavia, proprio mentre ieri arrivava l&#8217;ultima tranche di liberalizzazioni europee che dovrebbero creare nuovi spazi e dare respiro anche al mercato postale italiano, Poste Italiane ha raggiunto nei giorni scorsi un importante <strong>accordo di percorso</strong> con i sindacati che fa ben sperare e che prevede l&#8217;introduzione di <a href="http://www.philweb.it/filatelia_normativa_e_mercati/accordo_poste_e_sindacati_sospese_le_agitazioni-st1054.html">modifiche organizzative</a> al nuovo modello di recapito.</p>
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		<title>Philweb, tutto nuovo! I dettagli però&#8230; scopriteli da voi&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 14:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco De Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Philweb Inside]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[community]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione scritta]]></category>
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		<category><![CDATA[philawiki]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; probabile che nelle ultime due settimane alcuni di voi avranno osservato: che fine ha fatto il &#8220;Philforum&#8221; e perchè è scomparso dai browser per riapparire con altre sembianze su un nuovo dominio? E poi: come mai Philweb è stato &#8230; <a href="http://www.philweb.it/blog/benvenuti-al-nuovo-philweb.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; probabile che nelle ultime due settimane alcuni di voi avranno osservato: che fine ha fatto il &#8220;Philforum&#8221; e perchè è scomparso dai browser per riapparire con altre sembianze su un nuovo dominio? E poi: come mai Philweb è stato aggiornato pochissime volte, con solo 8 tra nuovi articoli e news?</p>
<p>Beh, proprio nello stesso momento in cui state leggendo queste poche righe, il mistero vi sarà svelato: Philweb è tutto nuovo, grafica completamente rinnovata, una profonda riorganizzazione dei contenuti, e tante altre novità.<span id="more-6"></span></p>
<p>Se avete seguito le &#8220;nostre&#8221; vicende nel corso degli ultimi mesi del 2007 avrete letto che Philweb è divenuta Testata Giornalistica, evento per noi di grande rilevanza e, contemporaneamente, di grande responsabilità che ci ha stimolati a ripensare completamente questo News Magazine.</p>
<p>Tanto per incominciare il &#8220;<strong>sottotitolo</strong>&#8221; (se vogliamo usare un termine editorial-tipografico) è cambiato in modo da assecondare meglio la mission e i contenuti di di Philweb: <strong>News Magazine di Filatelia, Poste e Comunicazioni</strong>. Abbiamo pensato, infatti, che in un mondo in continua evoluzione e alle prese con mille problemi (tra i quali i funesti effetti dell&#8217;<em>innovazione</em> sul nostro hobby preferito), non si può isolare il francobollo dal contesto in cui è (costretto) a vivere, a meno di non considerare la filatelia ormai solo&#8230; una branca dell&#8217;<em>antiquariato</em>.</p>
<p>Per poter continuare a parlare di filatelia &#8220;<strong>al presente</strong>&#8221; è necessario fare i conti con i sostituti del francobollo e con lo scenario che presto ci si parerà davanti (e speriamo con benefici effetti) al momento dell&#8217;apertura dei mercati postali europei, quando non sarà più strano o straordinario spedire un plico o una lettera usando le poste svizzere, olandesi o tedesche, solo nell&#8217;agenzia postale sotto casa.</p>
<p>Questo porterà con se tante novità. E qualche problema! Ma rappresenta il nostro futuro, il mondo in cui presto noi collezionisti ci ritroveremo a <em>giocare</em>. Ecco perchè abbiamo pensato di adeguarci in anticipo, cercando di <em>intercettare e assecondare il cambiamento, di capirne le dinamiche e di raccontarvele a parole nostre</em>.</p>
<p>La nostra idea è che tutto ciò che ruota attorno alla filatelia e al francobollo sia degno di essere osservato e raccontato: a cominciare dal funzionamento (o malfunzionamento!) del Servizio Universale fino ai nuovi servizi degli operatori postali privati; dai nuovi scenari digitali verso cui il commercio filatelico si è trasferito e dai quali opera sino a quello che facevano i popoli prima del francobollo, cioè a quella che oggi viene meglio definita come <em>comunicazione scritta</em> <em>di ogni tempo</em>, che forse con il francobollo ha pochissimo da spartire, ma che può offrire spunti culturali interessantissimi.</p>
<p>Perchè noi non abbiamo mai dimenticato che la <strong>filatelia è innanzitutto cultura.</strong></p>
<p>Per questi motivi <em>Philweb </em>ha cambiato pelle e struttura: <strong>colori </strong>più sobri; un <strong>nuovo logo</strong> nel quale sono state inserite le &#8220;onde&#8221; che richiamano sia i francobolli sia i servizi postali; una nuova organizzazione dei <strong>contenuti</strong>; la presenza di un <strong>Blog </strong>(nella quale abbiamo voluto trasferire, in chiave più moderna, lo spazio di interazione con i lettori) e di un <strong>Wiki </strong>(un&#8217;enciclopedia, ancora vuota per la verità, ma che vogliamo riempire con tutti i termini della filatelia, della posta e della comunicazione in genere).</p>
<p>E poi c&#8217;è il buon vecchio <strong>Philforum </strong>che, seppur con dispiacere, abbiamo pensato di staccare dal Magazine affinchè diventi uno strumento indipendente nelle mani (o meglio&#8230; sulla punta delle dita) dei filatelisti, più facilmente raggiungibile (grazie al nuovo dominio: <a href="http://www.forumfrancobolli.it" title="Forum di Francobolli, Filatelia, Storia Postale, Poste e Comunicazioni" target="_blank">www.forumfrancobolli.it</a>) e completamente orientato ai servizi di community.</p>
<p>Siamo sicuri che chi ha storto il naso nelle ultime settimane lo starà storcendo anche adesso, dopo aver letto le righe qui sopra e aver mosso i primissimi passi in questo nuovo sito. Siamo altrettanto certi, tuttavia, che entro pochi giorni il nuovo <em>Philweb </em>e i suoi &#8220;meccanismi&#8221; interni risulteranno più chiari e familiari. Per cui confidiamo nella vostra benevolenza e, siamo sicuri, nel vostro entusiasmo nell&#8217;appoggiare, seguire e, perchè no, commentare criticamente questa che per noi è un&#8217;impresa che perderebbe valore senza il vostro amichevole feedback.</p>
<p>Le novità introdotte nel nuovo <em>Philweb </em>sono numerose ma crediamo che sarete tutti perfettamente in grado di &#8220;scoprirle&#8221; da soli. D&#8217;altronde un buon filatelista è sempre un ottimo cacciatore ed un attento osservatore dei dettagli che lo circondano. Quindi vi lasciamo il piacere della scoperta&#8230;</p>
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